Blog. 1 Aprile 2022

Dalla Mancanza alla Paura di Viaggiare

Scritto da László Puczkó

Dalla Mancanza alla Paura di Viaggiare

Bombardati dai messaggi “Siamo aperti!”? Sogni il primo viaggio dopo due anni di incertezza o Lockdown? Forse conviene abituarsi alla “nuova normalità” di viaggiare meno? Qualcuno di queste domande vi suona familiare?

Non solo i viaggi e il tempo libero, ma ogni aspetto della nostra vita è stato ostacolato dalla pandemia globale. Ma oltre alle gravi conseguenze negative, dobbiamo menzionarne anche alcune positive. Una di queste è il crescente interesse per la Sostenibilità e per tutto ciò che riguarda tale fenomeno.

La sostenibilità non è cosa nuova. È stata discussa, dibattuta e persino implementata in alcuni luoghi ormai da diversi decenni. Tuttavia, il ruolo dell’umanità nel futuro del pianeta (e il presente del pianeta si è aggiunto a questo!) è diventato davvero reale di recente. Ciò non è dovuto solo alla pandemia, ma anche al coinvolgimento di giovani attivisti, alle preoccupazioni per la carenza di energia, all’instabilità politica in molte località, ecc.

I “17 Obiettivi di sviluppo della sostenibilità delle Nazioni Unite” sono stati ora citati non solo dalle ONG ma anche dai politici, aziende e persino gruppi di clienti (a fine articolo potete trovare un link per poterli andare a leggere). Sono obiettivi nobili e molti possono avere un impatto diretto anche sui viaggi e sul tempo libero. Non indipendentemente da quanto sopra, prima della pandemia c’erano accesi dibattiti sull’Overtourism[1], ovvero il turismo che sovraccaricava le destinazioni e andava oltre la capacità di carico della comunità e/o della natura. A causa della pandemia, molto probabilmente tali dibattiti sono cambiati in Undertourism, ovvero come sostenere l’economia e la comunità senza turismo?

I viaggi internazionali o nazionali sono diventati parte integrante della vita nella maggior parte del mondo. La pandemia ha portato via quella parte della vita e molte persone hanno sviluppato “Travitude” – uno stato d’animo scontroso per la mancanza di viaggi. I fornitori di servizi di destinazione sono diventati disperati. Molti hanno avuto bisogno di chiudere i battenti. I dipendenti hanno lasciato il settore per sempre.

In una situazione così critica, sembra che potenzialmente quattro fattori chiave possano influenzare le decisioni di viaggio, a parte le restrizioni del governo. Questi sono:

  •  Distanza da Casa
  •  Caratteristiche della Posizione
  •  Desideri Personali Estremi
  •  Caratteristiche del Brand

Sembra che il mercato ora possieda degli estremi e presenti circostanze molto variabili. Entrambe le estremità dello stesso spettro del grafico sopra possono rappresentare pari opportunità di business. L’orientamento alla sostenibilità può svolgere un ruolo importante in mezzo a tutto:

-Distanza: l’impronta ecologica stimata del viaggio e le potenziali opzioni di deviazione possono diventare fattori decisivi. Si potrebbe voler evitare di diventare vittime di “flightshaming[2]” e scegliere un luogo disponibile in auto o in treno.

-Posizione: luoghi nascosti e appartati con capacità ridotte possono avere una minore esposizione alla pandemia e rappresentare anche impatti più localizzati e limitati. Al contrario, tuttavia, le località popolari e trafficate possono implementare misure e sistemi di controllo dell’impatto sostenibile più efficaci.

-Desideri: molti applicano il cosiddetto schema di “spesa per vendetta”, ovvero si “vendicano” del COVID19 e spendono più di quanto farebbero altrimenti per un viaggio. Si può decidere di anticipare i viaggi nella lista dei desideri poiché condizioni di viaggio incerte possono ostacolare tali piani per un periodo di tempo indefinito.

-Brand: i marchi internazionali hanno lanciato nuovi protocolli certificati COVID19 e più attenti all’ambiente che possono fornire una fiducia obbligata, mentre le operazioni più piccole e “senza marchio” possono sembrare più flessibili, personali e di conseguenza più sicure e possono adattare politiche ecologiche più velocemente.

L’European Travel Commission (ETC) ha da poco pubblicato uno studio (anche questo lo potrete trovare a fine articolo): ‘Impact of COVID-19 on Sustainable Tourism Attitudes rivelando 4 gruppi distindi:

1- Gli Avanguardisti: viaggiatori dal basso impatto ambientale con la più alta probabilità di adottare comportamenti di viaggio sostenibili in futuro. Il Gruppo con il più forte orientamento al valore biosferico e altruistico.

2- Comfortable Crowd: viaggiatori abituali, anch’essi dal basso impatto ambientale, interessati a destinazioni alternative nelle vicinanze e a viaggiare in bassa stagione. I membri di questo gruppo hanno un orientamento del valore biosferico più debole rispetto agli avanguardisti.

3- Entitled Stewards: viaggiatori di medio impatto ambientale, che hanno meno probabilità di scendere a compromessi sulla posizione e sull’orario del viaggio, ma disposti ad adattarsi diversamente. I membri di questo gruppo hanno un orientamento al valore biosferico e altruistico più debole rispetto agli Avanguardisti e alla Comfortable Crowd.

4- Ritardatari: viaggiatori abituali ad alto impatto ambientale, con il livello più basso di probabilità di considerare alternative sostenibili in futuro. Il Gruppo con il più debole orientamento al valore biosferico e altruistico.

Non sorprende che una delle osservazioni finali dello studio ETC affermi che “i vincoli che si trovano ad avere un impatto significativo sulla probabilità di adottare pratiche di viaggio più sostenibili in futuro sono il denaro e il tempo”. La pandemia offre l’opportunità ai fornitori di presentare le loro iniziative di corrispondenza SDG17 ai clienti, poiché sembrano essere più aperti e interessati. Questa è una grande opportunità sia per l’industria che per i clienti, e soprattutto per il pianeta!

L’industria può trovare nuovi sbocchi che possono aiutare a migliorare i servizi con esperienze coinvolgenti e viaggi rigenerativi. Soprattutto quest’ultimi possono avvenire in due modi, poiché il viaggio può aiutare a rigenerare lo stato mentale e fisico del viaggiatore dopo la pandemia, e allo stesso tempo viaggiare verso una meta può fornire alcuni benefici economici che sono in grado di aiutare un luogo e la comunità che lo vive!

Si presume che la sostenibilità possa essere introdotta e tradotta meglio ai viaggiatori sotto il termine di “responsabilità“. Un comportamento responsabile lungo l’intero viaggio dalla pianificazione al ritorno contribuisce sicuramente a molti SDG! Lo stress mentale della pandemia ha reso il fenomeno del benessere importante quanto la sostenibilità. Questo lascia l’industria con l’opportunità di combinarsi in due. Spostare l’attuale focus sull’esperienza utente/cliente/paziente (UX/CX/PX) verso un approccio più responsabile e orientato al benessere (rWX) può rappresentare la strada da percorrere. Con questi nuovi approcci possiamo evitare la crescita della ‘Notrifobia’, ovvero la paura di non avere nessun viaggio prenotato!

 

[1] Il termine Overtourism al momento è molto in voga. Descrive quel fenomeno che si può verificare nelle destinazioni turistiche più gettonate e può essere tradotto in italiano come “sovraffollamento turistico” . Quindi, si collega al concetto di Turismo di Massa, in forma esasperata, senza controllo

[2] Paura di Volare

 

Ecco qui i Link citati durante l’Articolo:

 

Dr. László Puczkó

Managing Director – Xellum Ltd

 

Fondatore di Health Tourism Worldwide (HTWW) con sede in Ungheria – successore di The Tourism Observatory for Health, Wellness and Spa – László Puczko lavora nel campo dei viaggi e della salute da oltre 20 anni. Ingegnere, economista, stratega e manager delle arti e del design con esperienza in ambienti del settore pubblico e privato, ha tenuto conferenze e condotto corsi di formazione personalizzati, masterclass e progetti di sviluppo in oltre 40 paesi in tutto il mondo. Coinvolto attivamente sia nel settore che nelle arene accademiche e autore di numerosi rapporti e pubblicazioni del settore, László è anche un appassionato di sorgenti termali e benessere.

È il (co)autore di numerosi libri specializzati (es: Health and Wellness Tourism, Impacts of Tourism (in inglese), Az attrakciótól az élményig (Dalle attrazioni alle esperienze), Turizmus történelmi városokban (Tourism in Historic Cities) (in ungherese)) e articoli su riviste specializzate.

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