Blog. 28 Settembre 2020

Wellness Design la prima rivista per la progettazione di SPA: intervista all’editore Andrea Vallin

 

Studio Apostoli – Andrea, oltre 20 anni fa, quando il benessere era un lusso ai più sconosciuto e il termine SPA indicava una Società per Azioni, tu depositi il marchio “Wellness Design” e dai vita alla prima rivista dedicata alla progettazione e gestione di SPA e Centri Benessere. Un’intuizione che ti ha portato ad essere uno dei precursori in Italia nel settore. Raccontaci come nasce il progetto per il magazine “Wellness Design”

Andrea Zanini Vallin – Un po’ di storia allo scopo di spiegarmi e capirci meglio: negli anni ’80 abbiamo aperto in famiglia una delle prime società di ingegneria “miste”; negli anni ’90 con mia moglie e socia AnnaGrazia Tamborini, architetto, abbiamo fatto gli editori conto terzi e prodotto materiale atto alla pubblicazione per riviste quali L’Ingegnere Libero Professionista (Sindacato Nazionale Ingegneri Liberi Professionisti), Il Giornale dell’Ingegnere (Collegio Ingegneri e Architetti di Milano), U&C (UNI, CEI, etc), TSPORT, Professione Progetto, confrontandoci spesso e volentieri con proprietà alle quali, soprattutto per motivi anagrafici, era difficile far capire l’importanza dell’avvento di internet (nel 1996 abbiamo aperto il nostro primo sito, inn.it) e di cosa questo avrebbe comportato.

Wellness Design

Andrea Zanini Vallin

Così nel 2000 abbiamo registrato ed editato Wellness Design, rivolto alla progettazione e gestione delle strutture del mondo benessere, ospitalità e degli edifici per la città. La parola “wellness” era ancora poco utilizzata e molti la pronunciavano “vèlnes”, alla tedesca (riferendosi per lo più alle vasche in acciaio) e noi per primi l’abbiamo utilizzata nel nome di una testata. “Wellness Design” non era ancora termine di uso comune quale è adesso, cosa che ci ha permesso di registrarlo e lanciarlo nel mondo della comunicazione, dei media e degli eventi.

Il fatto di esserci occupati professionalmente ed editorialmente di argomenti differenti ma tra loro legati, ha fatto sì che in noi e quindi in Wellness Design fossero presenti quella curiosità e quella capacità di affiancare e porre fra loro in relazione, materie e ambiti professionali diversi. Ciò ci permette ancora oggi di impostare argomenti, “leggere” trend e spesso futuro del nostro settore, condividere i nostri ragionamenti con i professionisti che collaborano con noi, confrontarci con loro e sviluppare iniziative ed eventi. Direi che  il termine “Wellness Design” è il migliore e più immediato esempio di quanto sopra.

Dal 2010 abbiamo iniziato inoltre a pubblicare all’interno della rivista le “Linee guida per la progettazione e gestione di SPA e centri benessere”, consci del fatto che non ci siamo accostati a questo settore da “saputi”, ma ci siamo fatti, continuiamo e continueremo a farci – contenti della nostra scelta – quello che possiamo definire “un mazzo tanto”, così da poter affrontare i diversi argomenti attuali e quelli che sorgeranno con un minimo di razionalità e conoscenza propri.

 

                       

SA – Dai suoi albori ad oggi, come hai visto evolversi il settore delle SPA? Quali sono stati i cambiamenti sostanziali a cui hai assistito? Cosa prevedi per il futuro? Quali sono le tipologie di SPA che, secondo te, hanno maggiore margine di successo?

AZV – Per prima cosa partirei dal fatto che ormai la parola “benessere” e spesso quella “wellness” vengono normalmente utilizzate in moltissimi contesti, per lo più differenti da quelli da cui siamo partiti noi. A volte mi vien da pensare che siano termini un po’ inflazionati e abusati, ma… Il Benessere in qualsiasi ambito ci si muova, è divenuto oggi qualcosa di imprescindibile. Allo stesso modo le SPA, che facevano parte di un mondo che definirei d’elite, sono divenute – soprattutto nel comparto alberghiero – un servizio che bisogna forzatamente avere per essere competitivi (indipendentemente dal fatto che i dati dicano che chi ricerca la SPA tra quanto offerto dall’hotel nel momento della scelta dello stesso in internet, assai di sovente poi non la utilizzi).

La richiesta di wellness, inteso come crescita del numero di SPA, ha comportato che sul mercato si siano affacciate e proposte numerose nuove aziende collegate alla vendita di attrezzature e materiali, purtroppo spesso non all’altezza della situazione. Stessa cosa dicasi per il discorso progettuale, per la gestione, per il personale, per la consulenza, per la comunicazione e il marketing. E formazione e informazione presenti sul mercato non hanno certo aiutato…

Il periodo di chiusure che abbiamo attraversato e in parte ancora attraversiamo ha accelerato e accentuato la  crescita e lo sviluppo di ambienti benessere di piccole dimensioni, all’interno delle strutture dell’ospitalità o in spazi “home”, casalinghi. La “coccola” è ancor più apprezzata e richiesta, così come la ricerca di privacy. Offerta già chiara e affermata nella fascia del lusso e che ora si va estendendo velocemente a tutti i settori.

Il futuro della SPA – come di tutti le strutture, direi – sarà sicuramente green, sostenibile, personalizzato. La natura “personale” del concetto di benessere renderà sempre più importanti analisi e studi preliminari necessari a sviluppare una struttura in tutte le sue componenti in grado di approcciarsi al mercato e restarci  nel tempo (quindi di produrre utili).

Circa professionalità, spazi e attività del futuro, penso che la psicologia e l’aspetto psicologico assumeranno sempre più peso e importanza in tutto ciò che è benessere, ospitalità, wellness e SPA.

 

SA – In tutti questi anni avrai visto centinaia di progetti, in Italia e all’estero. Quali sono gli errori più comuni che riscontri nella progettazione, nella costruzione, nella gestione e nella comunicazione delle SPA? Ritieni che il livello di preparazione dei professionisti italiani in questi ambiti sia adeguato?

AZV – A livello progettuale potrei dire che le problematiche più comuni siano riscontrabili nei percorsi (scarpe e piedi nudi), nella mancanza di spazi e luoghi per il personale, di locali tecnici a servizio delle attrezzature, di depositi, di raccolta dell’acqua nei diversi ambienti, di prevenzione dell’umidità, di creazione di spogliatoi adeguati.

Spesso tali inconvenienti derivano anche da scelte dell’imprenditore e da mancanza di confronto tra chi progetta la spa e chi dovrà gestirla (spa director/spa manager); mancanza di confronto che avviene anche con chi si occuperà della comunicazione e chi si occuperà del marketing. Non è raro il caso in cui una struttura venga realizzata e ancora non si sappia chi la gestirà, chi farà comunicazione e chi si occuperà del marketing.

E pensare, progettare, realizzare e gestire una SPA è un lavoro di squadra.

A livello imprenditoriale l’errore più ricorrente riscontrato è quello dell’affidare a una sola entità – azienda, consulente, progettista, futuro gestore, etc. – l’ideazione, progettazione e realizzazione della SPA; l’esperienza dimostra come i “tuttologi” provocano immancabilmente gravi danni.

Andando a ruota libera possiamo poi dire che abbiamo visto casi in cui l’imprenditore sosteneva di essersi imbattuto in una bellissima SPA a nord e la voleva ricreare tale e quale in contesti del tutto differenti, 1.000-1.500 km più a est, ovest o sud.

Vi sono state occasioni in cui i consulenti dell’imprenditore hanno affermato che negli ultimi due-tre anni erano stati a tutte le fiere del settore – quale? – e quindi ormai sapevano tutto e potevano considerarsi degli esperti.

Altro errore di base in cui ci siamo imbattuti è il ritenere che chiunque abbia in sé le doti per condurre e gestire una SPA e/o centro benessere o struttura dell’ospitalità; vien da sé che non tutti dispongano del carattere e della personalità adatti a svolgere questa attività.

Se si parla di gestione va ricordato che la SPA è un’azienda e come tale deve produrre utili.

Ulteriori aspetti critici non difficili da riscontrare sono reception e receptionist non all’altezza della situazione, comunicazione interna ed esterna di basso profilo (non basta scrivere qualche articolo per “vendere” la struttura ai potenziali clienti per definirsi degli esperti), sostenibilità e risparmio energetico deficitari.

Non possiamo però sottolineare i soli aspetti negativi senza dare atto e riconoscere i meriti di una minoranza (purtroppo silenziosa) di professionisti dei diversi settori, capaci ed esperti, in grado di realizzare e condurre attività dal marcato fascino e attrattive oltre che redditizie.

E per questo all’interno della filosofia editoriale di Wellness Design nel momento in cui decidiamo di pubblicare qualcosa ne sottolineiamo gli aspetti positivi e la valenza, il perchè secondo noi meriti attenzione.

 

SA – Oltre a curare la rivista, ti sei sempre occupato anche di eventi, allestimenti e corsi di formazione e ulteriori attività utili alla diffusione della cultura del benessere.  Quali sono le iniziative che hanno riscontrato maggiore successo?

AZV – Uno dei grandi “buchi neri” e problemi di questo settore che abbiamo subito riscontrato unitamente ai vuoti legislativi e di mancato riconoscimento delle figure professionali interessate, è la mancanza di informazione e promozione delle sue corrette dinamiche e della sua cultura. Da qui la nascita nel 2004 dei nostri seminari (a pagamento e non) e dei nostri corsi, tenuti unicamente da professionisti esperti, aperti a tutte figure professionali coinvolte e agli studenti.

La durata è variabile e si va dai seminari di una giornata ai corsi di nove giorni dedicati alla progettazione alberghiera. Nel corso degli anni sono ormai più di mille coloro che hanno preso parte a seminari e corsi da noi organizzati direttamente e quindi svoltisi al di fuori degli eventi fieristici. E devo dire con grande piacere e soddisfazione che con la maggior parte dei partecipanti oltre che in buoni rapporti siamo tuttora in contatto.

Gli allestimenti in co-marketing tra aziende sotto la direzione di uno o più progettisti esperti durante gli eventi fieristici non li abbiamo inventati noi ma semplicemente rivisitati e hanno avuto un importante sviluppo e partecipazione fino a quando le fiere hanno avuto la possibilità e hanno creduto nell’importanza di fornire cultura e informazione.

Nel momento in cui tale impostazione è venuta a mancare a favore del riconoscimento della sola missione di vendere metri quadri commerciali, sono andate riducendosi e scomparendo le mostre dal contenuto culturale e si sono ampliati gli spazi dedicati ai momenti congressuali durante tali manifestazioni, spazi risoltisi poi in chiavi di vendita degli stand alle aziende paganti con risvolti molto poco culturali.

Siamo in attesa della “riapertura” concreta di spostamenti e luoghi di incontro dedicati per tornare a parlare e confrontarci dal vivo sugli argomenti che portiamo avanti da anni; e ad essere sinceri devo dire che abbiamo già ricevuto diverse richieste e manifestazioni d’interesse in questo senso, tanto da professionisti che da aziende, da partecipanti quanto da sponsor.

 

SA – Per concludere… quando invece che raccontarle, hai la possibilità di prenderti il tempo per viverle, le SPA, Quale tipo prediligi? Quali sono i trattamenti che cerchi? In quale SPA, invece, (senza fare nomi) non andresti mai?

AZV – Se proprio devo essere sincero quando riesco ad andare in vacanza e voglio rilassarmi, evito di frequentare SPA e strutture affini, in modo che il mio cervello faccia a meno di dedicarsi a concetti lavorativi, cosa quasi impossibile quando si è costretti a fermarsi in hotel e usufruire di una reception, una camera, un bagno e…

In quanto a relax sono veramente poco originale e molto allineato con quanto emerge nel corso degli incontri da noi organizzati, vale a dire prediligo l’immersione nella natura e il contatto e la presenza dell’elemento acqua.

 

www.wellness-design.info

progetto@wellness-design.info

Great Words. Great People.

Neil Tunstall, President EMEA & Asia at Jacuzzi Brands Europe

Neil Tunstall

Una magnifica intesa. Ciò che stupisce in Alberto e nel suo staff è la capacità di intercettare l’esigenza e di tradurla in soluzione ancor prima di entrare nel dettaglio. E’ non è solo questione di sensibilità, ma proprio di empatia. Una visione che prende forma e si tramuta in progetti e poi in creazioni, sempre estremamente valide, attuali ed al contempo iconiche, grazie ad una straordinaria competenza che nel suo caso -come in pochi altri- prende il nome di “maestria”. Collaborare con Studio Apostoli è stato un continuo scambio che ha arricchito il nostro brand. Una magnifica intesa che dura da oltre dieci anni all’insegna di valori condivisi.

Neil Tunstall

President EMEA & Asia at Jacuzzi Brands Europe
Massimiliano Guzzini - Vice Presidente e Chief Marketing Officer, iGuzzini illuminazione

Massimiliano Guzzini

Con lo Studio Apostoli condividiamo la volontà primaria di favorire il benessere delle persone che vivono gli spazi. Alberto e il suo team lo fanno da più di vent’anni progettando con professionalità, competenza e creatività luoghi sempre innovativi, confortevoli ed eleganti. Un approccio olistico che ha permesso allo Studio di diventare un trend-setter internazionale in ambito ‘wellness’ e con cui iGuzzini ha avuto e ha il piacere di collaborare per numerosi progetti, in Italia e all’estero.

Massimiliano Guzzini

Vice Presidente e Chief Marketing Officer, iGuzzini illuminazione
Alessandro Riello, President, Aermec SpA

Alessandro Riello

Aermec e lo Studio Apostoli collaborano proficuamente da molti anni, in modo particolare grazie al progetto integrato. Gli attori principali del mondo della climatizzazione, e lo Studio Apostoli è fra questi, lavorano in sinergia per raggiungere i migliori risultati in ottica di comfort ambientale, efficienza energetica, salute e benessere della persona. Partner e testimonial insostituibili e competenti, Alberto e il suo staff, nei nostri seminari rivolti a progettisti termotecnici e architetti, hanno contribuito all’evoluzione di queste figure in un mercato globale, come quello in cui operiamo, in continua trasformazione.

Alessandro Riello

President, Aermec SpA