Blog. 25 Novembre 2011

Per vivere felici, restiamo a letto

In psicoanalisi, essere distesi permette di lasciarsi andare, evitando gli occhi del medico, e di parlare senza paura del suo giudizio. Non si è lontani dallo stato fetale.I Romani credevano che questa posizione fosse un segno di potere e di dominio. I maestri insegnavano distesi e gli incontri importati si facevano spesso accomodati sui triclini. 

La generazione di architetti e designer degli anni 60-70 anni probabilmente invidiava questa grande nonchalance. In quegli anni, la liberazione sessuale è accompagnata da quella del corpo e porta, anche all’interno della casa, a sostanziali revisioni. Non ci sono più spazi dedicati, il pavimento diventa divano, il divano diventa letto, le pareti vengono abbattute e i volumi sono rotti, impilati, sparsi.

L’architetto Claude Parent ne ha fatto una teoria architettonica in cui abolisce la regola del rapporto orizzontale / verticale per liberare il piano e armonizzare la prospettiva al fine di non interrompere la vista e, soprattutto, per dare vita ad nuovo rapporto tra il corpo e lo spazio.

 

Casa di Claude Parent (Neuilly 1973-1974)

Nel ’50, il designer danese Nanna Ditzel aveva tagliato le gambe alle sedie e immaginava degli ambienti flessibili e confortevoli in cui il corpo potesse muoversi, sedersi, sdraiarsi in una mobilità sempre rinnovata.
Pochi anni dopo, il designer italiano Joe Colombo offriva un nuovo modo di vivere all’interno delle sue cellule abitative autonome e Verner Panton nel 1970 immaginava la nave Loreley, showroom della società Bayer, come un paesaggio psichedelico, una sorta di ventre materno dove forme organiche accoglievano i corpi nelle posizioni più “disinibite”.

Nanna Ditzel, Winkel og Magnussen, 1952. Photographie: Erik Brahl.

Joe Colombo, Visiona 1, Cologna, 1969.

 

Verner Panton, Visiona 2, 1970, Cologne © Panton Design, Basel


Nello stesso periodo, John Lennon e Yoko Ono inventano il “Bed-In for Peace” in segno di protesta contro la guerra del Vietnam e fanno scalpore accogliendo i giornalisti a letto.

Yoko Ono e John Lennon, Bed-in, Amsterdam, 1969.

 Anche i giorni nostri, alcuni designer come Bina Baitel e Florence Doléac si ispirano a questa filosofia per creare oggetti che liberano il corpo dalla sua “dimensionalità” .

Bina Baitel, Snug, Nextlevel Galerie. Photo: Florian Kleinefenn.

Bina Baitel, Snug, Nextlevel Galerie. Photo: Florian Kleinefenn.

Bina Baitel, Tarah, Nextlevel Galerie. Photo: Courtesy NextLevel Galerie.

Bina Baitel, Tarah, Nextlevel Galerie. Photo: Courtesy NextLevel Galerie.

Florence Doléac, Vague à l’âme, 2004.

Florence Doléac, Patapouf, 2008.

 Fonte: www.larevuedudesign.com