Blog. 15 Settembre 2010

Il Bagno nel futuro prossimo: DDB intervista Alberto Apostoli

Quali dei seguenti elementi: materiali, tecniche di realizzazione e forme, decretano il carattere innovativo di un progetto proiettandolo verso il futuro?

Ciò che definisce un progetto innovativo è l’approccio.

Possiamo utilizzare materiali della tradizione, forme antropomorfe o minimali e lavorare il tutto in maniera artigianale o industriale ma ciò che trasforma un progetto in un qualcosa di innovativo è il valore e l’approccio sostanziale al progetto.

Solo un Concept può essere innovativo, non lo può essere un solo elemento di un progetto.

Almeno questo è il mio approccio sempre ad un nuovo progetto.

Il futuro è fatto di nuove soluzioni in cui nuovi bisogni o nuovi target trovano risposta.

Proiettarsi oggi nel futuro vuol dire sensibilità alle tematiche ambientali, alle nuove tematiche sociali o, semplicemente, al saper leggere e tradurre le emozioni di un pubblico sempre più diversificato e multiculturale.  

Secondo Lei come dovrebbe essere pensato o da cosa dovrebbe essere caratterizzato un ambiente bagno “For The Future”?

Il bagno del futuro è integrato con il resto della casa se domestico; integrato con la stanza se alberghiero; deve creare emozione e quindi premiare le moderne tecnologie utilizzate in ambito “benessere professionale” o domotiche.

Il bagno del futuro diviene parte integrante del vivere quotidiano, come la cucina moderna, e di conseguenza si stacca dal formalismo tipico dell’ambiente bagno; sarà contaminato dall’elettronica e della multimedialità, si fonderà con la casa stessa e verrà sdoganato dal ruolo di locale “minore” e dalla funzione prettamente sanitaria. Sarà un “non luogo” ovvero la diffusione di funzioni spalmate all’interno della casa e non relegate in uno spazio preciso ed isolato.

In questa prospettiva, esiste una differenza sul piano dell’approccio progettuale a seconda che l’ambiente bagno vada a collocarsi in un contesto pubblico piuttosto che in un ambiente privato?

È evidente la differenza non tanto sul design quanto sul rispetto della privacy e della riservatezza.

Il rispetto per l’altro, chiunque altro, deve essere predominate sullo stile, sul design e sull’approccio progettuale del bagno pubblico.

Ciò che ci si aspetta da un bagno pubblico è la sicurezza, l’igiene, la riservatezza e facilità d’uso che in ambito privato assumono ben altri significati.  

Ciò non vuol significare la rinuncia completa di formalismi e estetiche raffinate ma implicano una diversa tecnica progettuale, costruttiva e tecnologica.

Nell’immediato futuro quali strade percorrerà l’innovazione?

A mio avviso l’innovazione sarà sulla multimedialità e sull’integrazione di tecnologia ed interattività.

Penso ad un bagno non solo passivo…penso a luci che colgano il mood della giornata, penso a sistemi per l’acqua evoluti e diffusi, penso a spazi ampi in cui trovare un vero e proprio benessere psico-fisico. 

Ma anche all’entrata nel bagno di prodotti Wellness, di rivestimenti meno “freddi” e statici e di una attenzione maggiore all’integrazione tra rivestimento e sanitari in genere.

Non da ultimo la possibilità tecnica di modificare l’assetto del bagno senza devastazioni strutturali ed edili.